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La via dell'amore è la condivisione

Dalla Cappellania Universitaria di Treviso

 

LA VIA DELL’AMORE È LA CONDIVISIONE

La testimonianza di un giovane universitario

 

Per prepararci al Natale, quest’anno ci siamo regalati una domenica di silenzio, ascolto e condivisione nel suggestivo contesto di Villa Pio Maria, sul Monte Tomba. Abbiamo riflettuto sui nostri sogni e sui sogni di Dio, condividendoli tra noi in un clima semplice e fraterno. Abbiamo visto cadere i filtri e le barriere che inevitabilmente costruiamo per la paura di esporci con gli altri e con il contesto circostante. La proposta di riflessione di don Stefano, il cappellano dell’Università, sulla figura biblica di Giuseppe e la testimonianza di sr Anna Maria, sr Fiorella, sr Emanuela, dell’Oasi Santa Bertilla, hanno creato e favorito un clima di accoglienza reciproca ed in brevissimo tempo si è creato un anche tra chi non si era mai conosciuto: si è intravista una forte disponibilità al silenzio e all’ascolto, atteggiamenti che nella società di oggi non sono sempre la via privilegiata. Capita spesso, infatti, che chi non alza la voce sia considerato debole, forse senza argomenti quando, invece, il non lasciar parlare è una delle principali arti comunicative, utilizzate anche in politica. A Cavaso del Tomba è avvenuto l’esatto opposto. Persone che forse non sapevano esattamente cosa avrebbero trovato, ma che erano estremamente consapevoli che qualcosa meritava di essere cercato. Mettendoci in ascolto della Bibbia, dell’attualità e delle parole di papa Francesco nella Gaudete et Exsultate («Lasciati trasformare, lasciati rinnovare dallo Spirito, affinché ciò sia possibile, e così la tua preziosa missione non andrà perduta. Il Signore la porterà a compimento anche in mezzo ai tuoi errori e ai tuoi momenti negativi, purché tu non abbandoni la via dell’amore») ci siamo confrontati sulla “via dell’amore”, quasi come fosse una rivoluzione. Non c’è rivoluzione o via dell’amore più grande di quella in cui l’obiettivo finale non sia sopraffare o sminuire l’altro, ma condividere saperi, conoscenze, esperienze in modo tale che dove sei arrivato tu possa arrivare anche l’altro e dove sia arrivato l’altro, possa arrivare anche tu. Forse è il comportamento più difficile del mondo. Ma solo chi ci prova, come ha fatto Antonio Megalizzi, il giovane universitario ucciso a Strasburgo, potrà dire di aver tentato di realizzare i suoi sogni. Condividere i propri sogni è un modo per cercare di costruire una società migliore.

Marco Scipioni

 
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