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Giovani cuori raccontano: esperienze

QUO VADIS ROMILDA?

Da giorni ero solita ripetermi, a mo’ di giaculatoria, una forte espressione biblica letta giorni addietro, che recita: “Destatosi, sgridò il vento e disse –TACI, CALMATI-. Il vento cessò e vi fu grande bonaccia”e, che stava insinuando nella mia anima un forte desiderio di sentire finalmente quella bonaccia nella confusione che stavo attraversando.

Poi una telefonata e per la prima volta, senza amici o familiari, con le mie scarpe da ginnastica, ho deciso di farmi pellegrina sulle strade di Roma e sono partita.

Non sapevo minimamente cosa e chi mi stava aspettando, ma c’era una voce dolce in me che mi suggeriva di non pensare e di conservare nel mio cuore tutt o quello che avrei trovato, e così ho fatto. Ho portato con me l’abbraccio delle sorelle di quella casa che ha ospitato la mia storia e quelle delle altre mie compagne; ho portato con me quella calma e quella gioia di pregare che non avevo mai provato prima.

Ho conosciuto poi Pietro, l’apostolo che fino ad allora avevo sottovalutato ma che in realtà ognuno di noi dovrebbe avere sempre impresso nella propria vita, poiché in lui è racchiuso tutto il significato dell’amore di Gesù. Pietro, così impulsivo, semplice, che sbagliava per poi pentirsi e sbagliare nuovamente, è prova che nessuno è indegno dinanzi agli occhi di Cristo e che persino l’ultimo fra gli ultimi sul quale nessun uomo scommetterebbe, riceverebbe la fiducia di Gesù fino al punto di farlo divenire costruttore della sua Chiesa!!!

Ho capito, dunque, che Pietro è testimone d’amore infinito e che tutti siamo amati per quello che siamo con tutti i nostri errori.

Le catene della prigionia di Pietro hanno legato il mio cuore a quello di Gesù; il luogo della decapitazione di Paolo mi ha fatto perdere la testa per Gesù; le catacombe, silenziose ma vivide di quella bella e forte testimonianza cristiana, mi hanno dato il coraggio di donare tutta la mia vita per Gesù. La basilica di S.Pietro mi ha indicato in quale potente abbraccio affidarmi, confidare e sperare.

Nonostante il lungo cammino che ci conduceva da un luogo all’altro, i miei passi non contenevano f atica ma solo leggerezza, la leggerezza di Dio.

In quei giorni noi, come piccole barchette, gettavamo le nostre reti per prendere il largo; abbiamo imparato da Pietro a tenere il timone della nostra preziosa vita e a navigare sulla bonaccia della Parola di Dio.

Quo vadis Romilda? Da Te solo Signore!!!

Romilda Cozzolino

 

 
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